Urlo del Male: Intervista a Loris Giuriatti

L’URLO DEL MALE: Intervista a Loris Giuriatti

retroscena, segreti e curiosità del nuovo romanzo "L'Urlo del Male"

Dopo romanzi di successo come “L’Angelo del Grappa” e “La Perla del Brenta”, Loris Giuriatti abbandona il territorio e la Grande Guerra e si dedica all’Europa, “L’Urlo del male” è ambientato a Berlino, come mai questo passaggio?

Premetto che scrivere è per me un piacere, una passione, quindi se voglio mantenere il divertimento nel farlo, devo sentirmi libero e svincolato da scelte di carattere editoriale e questo la mia casa editrice me lo permette. L’urlo del male nasce dal desiderio di raccontare la guerra fredda, la guerra mai dichiarata.

Ogni qualvolta accompagno scolaresche sul Grappa, tutti mi chiedono cosa sia l’enorme costruzione dismessa che si vede verso nord. Nel descrivere la vecchia base NATO dimenticata, sorge quindi spontaneo parlare della guerra fredda. Con estremo stupore noto che già il temine è per lo più sconosciuto ai ragazzi di oggi. Eppure, quello strano non conflitto è parte integrante del mio passato. Ricordo molto bene la tensione che si respirava in casa quando i giornalisti RAI leggevano le notizie allarmanti al telegiornale. Mi sembra ieri quando la mia innocenza di fanciullo mi faceva chiedere a papà: “siamo in guerra?”.

Mio padre non sapeva cosa rispondere, forse per non ledere la mia innocenza, ma molto più probabilmente perché non sapeva effettivamente quale fosse la risposta corretta.

Quando sono cresciuto ho cercato da solo quelle risposte che non ero riuscito ad avere e, incredibilmente mi sono reso conto in quel momento di quanto fossimo andati vicino alla guerra nucleare.

L’urlo del male attraversa il periodo storico dal 1945 al 1989, dall’inizio alla fine di quella quasi guerra. Il romanzo è ambientato a Berlino, perché la capitale tedesca rappresenta più di ogni altro posto al mondo la guerra fredda.

 


 

Il tuo modo di scrivere solitamente alterna fatti realmente accaduti con narrazioni di fantasia, intrecciando magistralmente le due cose al punto di confondere il lettore. Anche questo romanzo ha mantenuto il tuo stile letterario?

Certamente! La mia grande passione per la storia e per la ricerca sfocia in questo modo di interpretare la scrittura. Ne “l’urlo del male” ho lavorato in una dimensione meno famigliare dal punto di vista del periodo storico che di solito tratto, questo mi ha “costretto” a leggere e cercare fonti sul nazismo e su tutti i retroscena meno noti del periodo post bellico. Come sempre sono stato molto fortunato, ho scoperto cose intriganti e poco note, altre addirittura dimenticate dalla grande storia. Ho trovato e letto decine di pagine sul processo di Norimberga, diari di personaggi vicini a Hitler, resoconti del vaticano e molto altro. Alla fine in comune accordo con Giuliano Basso che mi ha curato l’aspetto grafico, abbiamo deciso di mettere addirittura un appendice dove è descritto ogni personaggio realmente vissuto presente nel libro, per facilitare il lettore.


 

Siamo tutti curiosi, due parole sulla trama?

Questa è la domanda che ogni autore teme, due parole sono poche, tre potrebbero rovinare il libro, ci provo:

Nei primi anni sessanta, quando la tensione internazionale sta crescendo fino a sfociare nelle crisi internazionali, in una sperduta base nella campagna tedesca, un gruppo di militari scelti vengono incaricati di far luce sulla morte di Hitler.

Hanno a loro disposizione documenti CIA riservatissimi e strumentazioni all’avanguardia, ma di fatto ufficialmente non esistono, sono dei fantasmi, nessun esercito, se catturati, riconoscerà mai la loro esistenza. Il gruppo viaggia così tra l’Europa e il sud America stanando assassini ricercati e nazisti sotto falso nome, finché da cacciatori non diventano a loro volta prede. Non aggiungo altro.

Documenti CIA Top Secret


 

Hai nominato Giuliano Basso, se non sbaglio è uno dei padri della mostra “frammenti” che si è tenuta al museo di Bassano del Grappa.

Esattamente, Giuliano è un amico ma soprattutto una delle menti più brillanti della zona e non solo. Ho parlato del progetto con lui diversi mesi fa e la cosa lo ha da subito appassionato. Poi è passato un po’ di tempo, il testo era da rivedere, quando finalmente ero pronto, ho riconvocato Giuliano per mostrargli la prima bozza di stampa, il genio vulcanico tipico dei creativi ha fatto il resto.

In poche ore dallo studio Basso mi sono arrivate decine di mail e messaggi whatsapp con varianti di copertina, finché abbiamo deciso assieme la migliore. Lo stesso ha fatto nel momento dell’impaginazione, Giuliano ha sentito suo il libro e ha voluto aiutarmi anche in questo, dando un tocco da maestro ad un libro che è diventato un bell’oggetto da possedere oltre che da leggere.

Copertina romanzo Urlo del Male Storie di una guerra mai dichiarata di Loris Giuriatti


 

Quindi lo aspettiamo con ansia, data ufficiale per l’uscita e per la presentazione?

Il libro uscirà ufficialmente a fine novembre. Le prime cinquanta copie saranno molto particolari, con lo studio Basso, abbiamo valutato un packaging estremamente interessante, non voglio anticipare nulla, ma ne vale assolutamente la pena. Queste copie non saranno distribuite, ma acquistabili solo dal sito lorisgiuriatti.it e presso la libreria Palazzo Roberti di Bassano, esaurite le copie chiamiamole da collezione il libro sarà disponibile in tutte le librerie e come sempre on line.

La presentazione ufficiale sarà sabato 3 febbraio 2018 nella cornice invidiabile di Palazzo Roberti e come sempre, anzi più di sempre sarà una cosa inusuale. La regia del lavoro sarà curata ancora una volta dallo Studio Basso e dall’amico Roberto Frison, visto il fortunato binomio, vorrei dire che sarà una presentazione alquanto strana.

L’URLO DEL MALE

storie di una guerra mai dichiarata

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Hai nominato Roberto Frison, ormai a tutti noto per aver trasformato in opera teatrale due dei tuoi libri: “L’Angelo del Grappa” e “La Perla del Brenta”. Diventerà anche “l’urlo del male” un’avventura teatrale?

Hai nominato due opere che mi riempiono d’orgoglio.” L’Angelo del Grappa” ha avuto l’onore di essere portato in scena nel sacrario di cima Grappa e “la Perla del Brenta” direttamente nella stazione di Carpanè, in uno scenario reso incredibilmente veritiero dalla pioggia. Non dimentichiamoci che anche “lassù è casa mia”, romanzo a me molto caro è stato magistralmente interpretato da Lisa Frison e dal coro Ezzelino in un opera teatrale, inoltre i miei ragazzi di Enaip Bassano hanno voluto onorarmi con una loro versione tratta dallo stesso libro. Direi che se la fortuna mi assiste e Roberto ne ha voglia, uscirà qualcosa di interessante anche da questo libro.


 

Un ultima curiosità, so da fonti attendibili, che stai già lavorando sul ritorno de “l’Angelo del Grappa” è vero?

Caspita le informazioni volano! Diamo tempo al tempo, ora tutta la mia attenzione è per questo lavoro, ma non ti nascondo che, visto le insistenze dei ragazzi che incontro nelle scuole, ho deciso di far ritornare Angelo. Non sarà il seguito di un libro fortunatissimo ed irripetibile, ma una nuova avventura, sempre a tema Grande Guerra, con protagonista Angelo Nardi e il suo Grappa. Nella mia testa la storia c’è, nella carta solo qualche appunto e nella mia libreria qualche nuovo libro da leggere. Non chiedermi altro.


 

Cosa intendi per “qualche nuovo libro da leggere”? Mediamente quanti libri leggi in un anno?

Qualcuno in più della media nazionale sicuramente, molti ne leggo solo alcune parti, altri per intero, per lavoro molti saggi, per svago prediligo i romanzi storici, adoro Paolo Malaguti che considero uno dei grandi scrittori italiani. Devo moltissimo alle biblioteche, con la mole di testi che consulto per le mie ricerche, senza i libri a prestito non avrei mai scritto.


 

Bene, nell’attesa dell’uscita del tuo nuovo lavoro ti facciamo un grande in bocca al lupo.

Crepi il lupo, che adesso va pure di moda, e a presto.

 

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