Codice MURO | la vergogna di un governo. Costruzione e caduta del Muro di Berlino

Codice MURO

Il Muro di Berlino: il contesto storico

Il muro di Berlino separava Berlino ovest da Berlino Est. Tra il 1961 ed il 1989, Berlino Ovest è stata circondata da una barriera che ricordiamo come il muro di Berlino. I sovietici l’avevano costruita per isolare la zona ovest di Berlino, sotto il controllo occidentale, da Berlino Est, sotto il controllo orientale. In questo modo si tentò di impedire ai cittadini della Repubblica Democratica Tedesca (la Germania Est) di accedere alla Repubblica Federale Tedesca (la Germania Ovest).        

Il Muro di Berlino fu il simbolo della Guerra fredda. Migliaia di persone, attratte dalle prospettive di una vita più libera in Germania ovest, tentarono di oltrepassare il muro nei modi più incredibili, in alcuni casi persino morendo nel tentativo. Anche per questo, il muro di Berlino è diventato un vero e proprio simbolo non soltanto della Germania divisa, ma di tutta la Guerra Fredda.


 

La Guerra Fredda

Nel secondo dopoguerra l’Europa era divisa in due blocchi: l’influenza dell’Unione sovietica a Est e l’influenza degli Stati Uniti a Ovest. Per capire il muro di Berlino, bisogna ricordare come l’Europa, a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, era stata divisa in due blocchi: quello sotto l’influenza sovietica e comunista ad Est, e quello sotto l’influenza degli Stati Uniti ad Ovest. Con le conferenze di Yalta e Potsdam (1945), al termine della Seconda Guerra Mondiale, la Germania sconfitta era stata divisa in quattro zone di occupazione, divise tra Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna ed Unione Sovietica.

L’Unione Sovietica bloccò tutti gli accessi a Berlino per impedire la liberalizzazione delle economie delle potenze occidentali. La città di Berlino si trovava nel pieno della zona sovietica.

Si trattava tuttavia dell’ex capitale della Germania sconfitta, e per questo era stata divisa a sua volta in zone di influenza. Berlino ovest era in pratica un piccolo avamposto occidentale in piena zona sovietica. Quando le potenze occidentali tentarono di liberalizzare le economie delle rispettive zone di influenza in Germania, i sovietici risposero con il blocco di Berlino (1948-1949): tutti gli accessi a Berlino vennero bloccati, nel tentativo di spingere le potenze occidentali ad abbandonare la città. Gli americani reagirono utilizzando un ‘ponte aereo’ per trasportare merci e persone.       

1949: Germania divisa in due Stati. Per un momento si era temuto il peggio, ma il blocco si risolse in modo tutto sommato pacifico. Dal 1949 le zone della Germania sotto l’influenza di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti si riunirono nella Repubblica federale tedesca, mentre ad est si costituì la Repubblica democratica tedesca (DDR): la Germania, nel cuore dell’Europa, era diventata definitivamente un paese diviso, così come l’Europa stessa era divisa in due blocchi. La città di Berlino continuava quindi ad essere un avamposto occidentale nel blocco sovietico.       

 

Perché il muro

1949-1961: milioni di tedeschi della Germania Est migrarono verso la Germania Ovest. Tra il 1949 ed il 1961, circa 2 milioni e mezzo di tedeschi della Germania est erano emigrati in Germania ovest passando per Berlino. Si trattava di cittadini preziosi per la comunità: spesso laureati, intellettuali, professionisti e lavoratori qualificati, stanchi di una situazione economica difficile e delle restrizioni che il regime comunista della DDR imponeva alle libertà individuali.     

Nel frattempo, gli investimenti occidentali avevano tramutato Berlino in una vera e propria vetrina del capitalismo, dove gli abitanti della Germania Est, abituati ad un’esistenza sobria, potevano osservare le comodità, i lussi, e le libertà del modello capitalista occidentale. Accedere a Berlino ovest era molto semplice, e da lì chiunque avrebbe potuto prendere un aereo per la Germania occidentale: questo per il governo della DDR era un problema.     

Nel 1961 fu costruito il Muro di Berlino. Nel 1961 i sovietici ed il governo della DDR decisero di intraprendere una strategia concreta per fermare l’esodo, e lo fecero in modo brutale con il muro di Berlino. La soluzione proposta era piuttosto semplice: una barriera fisica, costantemente sorvegliata, per chiudere completamente l’accesso a Berlino Ovest. Le costruzioni iniziarono nella notte tra l’11 ed il 12 agosto del 1961. Il 13 agosto le frontiere tra le due Germanie vennero ufficialmente chiuse.

 

Come funzionava il muro

Il muro di Berlino era lungo più di 100 km e circondava Berlino Ovest. Prima della costruzione del muro, la polizia della Germania est applicò del filo spinato per impedire l’accesso verso Berlino ovest. Subito dopo l’esercito iniziò a costruire un muro di blocchi di cemento. Il muro di Berlino era lungo più di 100 km. Non si limitava a passare per il centro della città, ma circondava letteralmente Berlino ovest, tagliandola fuori del tutto dalla Germania Est.    

Un muro invalicabile. Oltrepassare il muro era un’impresa quasi impossibile: le guardie armate che lo sorvegliavano costantemente avevano l’ordine di sparare a vista a chiunque tentasse di scavalcare. A rendere le cose più difficili c’erano fossati, filo spinato, cani da guardia e mine. Per evitare che qualcuno si gettasse dagli edifici adiacenti al muro per oltrepassarlo, le autorità della Germania Est fecero murare le finestre che affacciavano sul muro, o addirittura abbattere alcuni edifici.         

Era possibile andare ad Ovest soltanto con un permesso. Non mancavano tuttavia i posti di blocco, il più famoso dei quali era il Checkpoint Charlie, da cui potevano passare tutti coloro che, per qualche motivo, ottenevano un permesso per recarsi ad Ovest: si trattava in gran parte di turisti e diplomatici, quasi mai di cittadini tedeschi.


 

La Costruzione del Muro di Berlino

 


 

 

Fughe avventurose

Circa 5.000 tedeschi riuscirono a varcare il muro Il muro era stato costruito per impedire che i cittadini della DDR emigrassero verso ovest, e per questo ottenere un permesso per passare era pressoché impossibile.

Data la situazione, migliaia di persone si industriarono per trovare modi ingegnosi per oltrepassare il muro. Complessivamente, riuscirono a varcare il muro circa 5.000 tedeschi, ed alcuni lo fecero in modo davvero memorabile:     

  • Nel 1963, l’acrobata Horst Klein riuscì a tenersi in equilibrio su un filo della corrente elettrica a 18 metri di altezza.
  • Nel 1979 Hans Strelczyk e Gunter Wetzel costruirono un pallone aerostatico con vecchie coperte per oltrepassare il muro con le proprie mogli ed i propri figli.
  • Una dozzina di persone nel 1962 riuscirono a scavare un tunnel, mentre altre, semplicemente, si nascondevano nei portabagagli di chi aveva il permesso.

Anche le guardie di frontiera desideravano oltrepassare il muro. Le guardie di frontiera che sorvegliavano il muro vengono spesso ricordate come dei freddi automi che eseguivano gli ordini, ma persino molti di loro avevano una gran voglia di oltrepassare il muro. Del resto, a loro bastava abbandonare il servizio, per poi semplicemente passare dall’altra parte: un reato punibile con la morte, ma soltanto nei primi due anni di esistenza del muro, più di 1300 guardie lo commisero. Uno di loro, il diciannovenne Conrad Schumann, è stato fotografato il 15 agosto del 1961 mentre varcava la barriera.     

Non vanno tuttavia dimenticate le vittime del muro: moltissimi tedeschi, circa 5000, vennero arrestati mentre tentavano di fuggire, mentre un numero imprecisato di persone (tra 150 e 250) persero la vita nel tentativo.     

La risposta dell’Ovest

Nè le proteste occidentali e nè un discorso famoso di Kennedy riuscirono a liberare Berlino I leader occidentali non mancarono di denunciare la situazione, protestando vivamente, ma nei fatti intraprendere azioni concrete avrebbe voluto dire correre il rischio di una nuova guerra, cosa che nessuno voleva davvero. Del resto la Germania est, sostenuta dal blocco sovietico, aveva tutto il diritto di controllare il proprio settore di Berlino, limitando a proprio piacimento il traffico di persone alla frontiera. Nel 1963 il presidente americano Kennedy, in visita a Berlino Ovest, non mancò di rassicurare i berlinesi del fatto che gli Stati Uniti non li avrebbero abbandonati durante un famoso discorso in cui pronunciò la frase in tedesco ‘Ich bin ein Berliner’ (io sono un berlinese).      

Gorbachev e l’apertura del blocco sovietico. Nei fatti, però, gli Stati Uniti potevano fare ben poco per cambiare la situazione. Secondo le logiche della guerra fredda, il muro di Berlino era stato una piccola vittoria per il blocco sovietico. Soltanto negli anni ‘80, finalmente, qualcosa iniziava a cambiare. Mentre il nuovo leader del Partito Comunista Sovietico, Mikhail Gorbachev, tentava di rendere più libero e democratico il blocco sovietico dall’interno, il muro diventava sempre più inattuale ed imbarazzante davanti alla comunità internazionale, sempre più critica nei confronti di un paese sovrano che aveva bisogno di sorvegliare i propri cittadini come dei prigionieri per impedire che emigrassero.    

La caduta del muro

9 novembre 1989: caduta del muro di Berlino. Nel 1989 erano cambiate tante cose rispetto al 1961: Erich Honecker, leader del partito comunista della Germania est, si era ormai dimesso, e l’intero blocco sovietico vacillava: sarebbe crollato definitivamente nel 1991. Dopo una serie di proteste spontanee dei cittadini di Berlino, il governo della DDR fece un annuncio improvviso: si poteva di nuovo viaggiare liberamente verso la Germania ovest. Il 9 novembre del 1989 i berlinesi accorsero armati di piccone per demolire una volta per tutte l’odiato muro, il cui crollo fu universalmente interpretato come un segno del fatto che la divisione in due blocchi dell’Europa stava definitivamente finendo.      

3 ottobre 1990: Riunificazione tedesca. La caduta del muro venne accolta festosamente dagli abitanti di Berlino, che si riversarono per le strade della città in quello che probabilmente fu uno dei festeggiamenti spontanei in città più grandi della storia.
Poco meno di un anno più tardi, il 3 ottobre del 1990, la Germania venne definitivamente riunificata, assumendo i connotati che conosciamo oggi di ‘Repubblica Federale di Germania’.    

Il giorno della caduta del Muro fu il giorno della felicità, ma anche il giorno della vergogna.


 

Concetti chiave:

La situazione della Germania nel secondo dopoguerra

  • Alla fine della Seconda guerra mondiale (1945) la Germania era stata divisa in quattro zone di occupazione tra Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna ed Unione Sovietica (conferenze di Yalta e Potsdam).
  • La città di Berlino, in piena area sovietica, era a sua volta divisa in zone di influenza.
  • Tra il 1948 ed il 1949 i sovietici avevano tentato di bloccare tutti gli accessi nell’area occidentale di Berlino. Il blocco di Berlino si risolve in modo pacifico grazie al ponte aereo americano
  • Nel 1949 la Germania è definitivamente divisa in Repubblica federale tedesca (ovest) e Repubblica democratica tedesca (est)
  • Berlino era un avamposto occidentale nella Germania est

 

La costruzione del muro per fermare il passaggio verso Berlino Ovest

  • Circa 2,5 milioni di tedeschi erano emigrati dalla Germania est alla Germania ovest tra il 1949 ed il 1961
  • Si trattava spesso di intellettuali, laureati e professionisti
  • Per emigrare bastava entrare a Berlino ovest, che era ormai una vera e propria vetrina del modello capitalista occidentale
  • Il muro di Berlino, costruito nel 1961, bloccò l’accesso da Berlino est a Berlino ovest
  • Il 13 agosto del 1961 le frontiere vennero chiuse

 

I vari tentativi di oltrepassare il muro di Berlino

  • Il muro di Berlino era lungo più di 100 km e realizzato con cemento e filo spinato
  • Circondava letteralmente l’intera estensione di Berlino Ovest
  • Le uniche vie di accesso tra le due zone della città erano posti di blocco sorvegliati giorno e notte
  • Migliaia di tedeschi cercarono di oltrepassare il muro, talvolta in modi molto ingegnosi
  • Ci riuscirono in circa 5.000, altri fallirono nel tentativo venendo arrestati (circa in 5.000), o addirittura uccisi dalle guardie (150-250 persone)

 

Le proteste per liberare Berlino Ovest

  • Nonostante le proteste occidentali, tra cui il famoso discorso di Kennedy del ‘63, il muro di Berlino continuò per molti anni a svolgere la sua funzione
  • Negli anni ‘80, sotto la presidenza di Mikhail Gorbachev, il blocco sovietico iniziava timidamente ad aprirsi.
  • Mentre l’età del bipolarismo si avviava al termine, il muro di Berlino era sempre meno attuale

 

Caduta del muro e la Riunificazione tedesca

  • Dopo le dimissioni del leader del partito comunista sovietico, la DDR rende di nuovo liberi gli spostamenti verso la Germania ovest
  • Il 9 novembre del 1989 crolla definitivamente il muro: i berlinesi, armati di piccone, contribuiscono festosamente alla sua distruzione
  • Il 3 ottobre del 1990 la Germania si riunifica definitivamente

 

Tratto da: Studenti.it

 


 

Gedenkstätte Berliner Mauer: Muro di Berlino

 

COSA RESTA DEL MURO DI BERLINO  

Dove si trovava il Muro? “ è probabilmente la domanda più frequente che i turisti fanno, ma è anche una curiosità per chi a Berlino ci vive. L’ironia vuole che il „monumento“ più ricercato e visitato non esiste! Del Muro è rimasto poco o niente, nonostante l’oggetto in sé e la storia che rappresenta abbiano fatto la fortuna della città negli ultimi 20 anni. Il motto nel 1989 era: „Il Muro deve sparire“ e, come dire, con un’efficienza tutta tedesca l’hanno fatto sparire fino a rischiare di non lasciare alcuna traccia per la memoria collettiva. Per capire dove e come il Muro tagliava la città, dovremo oggi seguire una doppia fila di sampietrini per circa 40 km su cui ogni tanto appare la scritta „Berliner Mauer 1961-1989“. 160 Km per 3,60 metri di altezza era il Muro che aveva trasformato Berlino Ovest in una isola all’interno della DDR.


EAST SIDE GALLERY E MAUERPARK

Il pezzo di Muro più lungo rimasto fino ad oggi è East Side Gallery: 1,3 Km di Muro che sono diventati la galleria d’arte all’aperto più lunga del mondo, almeno fino ad oggi visto che questo importante pezzo della nostra Storia è minacciato dagli interessi della speculazione immobiliare.

Hinterlandmauer

Un altro pezzo originale di Muro si trova in Niederkirchnerstrasse fra la Topographie des Terrors e il Bundesfinanzministerium. Altre due parti della città in cui si possono vedere resti originali del Muro ed anche altre testimonianze di quel periodo, come le stazioni fantasma, il ricordo dei tunnel costruiti per fuggire a Ovest, il Centro di documentazione del Muro di Berlino.

Mauerpark oggi è uno dei parchi più frequentati della città grazie al famoso mercato delle pulci. Ed è proprio in questo parco che troviamo una parte originale di quello che viene chiamato Hinterlandmauer, il Muro che vedevano i berlinesi dell’Est.

Il Muro infatti non era uno soltanto, ma ben due: il Betonmauer, quello che dava sull’Ovest e quello che di solito riconosciamo esteticamente come Muro, e l‘Hinterlandmauer ad Est, ed in mezzo uno spazio che è tristemente soprannominato „Striscia della morte“ dove si trovavano altri mezzi di controllo, torri e i soldati di frontiera. L’Hinterlandmauer a Mauerpark è sotto protezione monumentale.

La strada che arriva a Mauerpark è Eberswalderstrasse, che prosegue diventando Bernauer Strasse, una volta divise dal Muro. All’epoca, dalla parte ovest del Muro su Eberwalderstrasse, c’era uno dei famosi podi che i turisti che venivano in visita a Berlino Ovest utilizzavano per dare un’occhiata „dall’altra parte“. Il binario chiuso del tram è una testimonianza di questa divisione.

Le case che non ci sono più

Sul lato di Bernauer Strasse opposto a Mauerpark si può ancora vedere lo spazio vuoto e desolante delle case che furono abbattute per evitare fughe perché erano in territorio Est ma la strada e il marciapiede erano in quello Ovest. In uno di questi appartamenti ci viveva anche Regine Hildenbrandt, che in futuro sarebbe diventata ministro delle politiche sociali del Brandenburgo e ha descritto la situazione in modo efficace (in perfetto stile berlinese): Quando ci affacciavamo alla finestra del nostro appartamento a Berlino Est, la nostra testa era a ovest e il nostro culo a est.

Eravamo rimasti a Bernauer Strasse, uno dei simboli della Berlino divisa e della costruzione del Muro. Famosi sono i palazzi che si trovavano sulla linea del Muro, tanto che le abitazioni facevano parte di Berlino Est e la strada ed il marciapiede di Berlino Ovest, come famose sono le fotografie del 1961 che ritraggono tanti condomini che si lanciano dalle finestre per essere raccolti dai vigili del fuoco di Berlino Ovest.Tutta Bernauer Strasse è praticamente un luogo della Memoria dedicato al Muro di Berlino, inclusa la stazione della S-Bahn di Nordbahnhof.


BERNAUER STRASSE E IL TUNNEL 29

Come avevo già scritto, del Muro non è rimasto quasi più niente per cui si è optato per piazzare targhe informative e pannelli fotografici un po‘ in tutte le zone che si trovavano confinanti con il Muro. Camminando lungo Bernauer Strasse si vedono le fotografie che mostrano le immagini del giorno dopo il 13 Agosto 1961 (data della costruzione del Muro) e si vedono le finestre delle case del lato est della strada che venivano murate per impedire agli inquilini di fuggire.

Panorama da Bernauer Strasse senza muro

Sulla facciata di un palazzo su Bernauer Strasse (angolo Ruppiner Strasse) un enorme graffito ci ricorda un’altra delle immagini simbolo di quei giorni: la fuga del poliziotto dell’Est Conrad Schumann, ripreso mentre con un salto supera il filo spinato.


Tunnel di fuga del 1972

Le targhe lungo il percorso ci ricordano anche un altro modo di fuggire da Berlino Est: costruendo tunnel sotterranei. E Bernauer Strasse era un buon punto per far questo: famoso è il Tunnel 29, che permise la fuga di 29 berlinesi dell’Est nel 1962 e che fu ripreso dalla televisione americana. Di solito la fuga attraverso i tunnel veniva pianificata fra persone che abitavano a Est e quelle ad Ovest che si trovavano praticamente all’altra estremità del tunnel. Nel caso del Tunnel 29 i due italiani che si trovavano a fare da supporto ad Ovest, vendettero i diritti di ripresa alla televisione americana per finanziare i lavori del tunnel.

Un’altra targa ricorda il Tunnel 57: nel 1964 alcuni studenti che vivevano ad est iniziarono a scavare nel cortile di una casa dietro la stazione della metropolitana di Bernauer Strasse fino ad arrivare in una cantina di un panificio di Bernauer Strasse nella parte ovest di Berlino.

Un altro simbolo è la chiesa Versöhnungskirche (chiesa della conciliazione). La chiesa evangelica si trovava proprio nella zona fra i due muri, Hinterlandmauer e Vorderlandmauer (che è quello che si vedeva da Ovest). Nel 1961 fu costruito un muro a 10 metri dall’entrata principale della chiesa e nel 1985 il governo della DDR decise di demolirla facendola esplodere. Oggi in ricordo della chiesa e di ciò che è accaduto in quel periodo, c’è una cappella ovale: Kapelle der Versöhnung.

Il centro di documentazione del Gedenkstätte Berliner Mauer offre un’esposizione sugli avvenimenti che portarono alla costruzione del Muro e le conseguenze che questo evento ebbe sulle vite delle persone. La mostra è intitolata: „Berlin, 13. August 1961“ .

Poco più avanti c’è il Besucherzentrum e qui si possono acquistare libri e video sul tema mentre al primo piano viene proiettato un documentario con filmati d’epoca.

A volte è molto difficile immaginare visivamente come il Muro fosse strutturato, come, ad esempio, in Bernauer Strasse fosse disposto con la conseguenza che le case si trovavano a Est e la strada a Ovest. In questo video in 3D, tutta la storia così particolare di Bernauer Strasse diventerà molto chiara ed allo stesso tempo si può vedere l‘assetto del Muro di Berlino.


 

Buona Visione

 

 

 

 

 

 


 

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